Ges risorto! E tu?

      

Ges risorto! E tu?

   the gospel 12 2008 - 20:36

Ges risorto! E tu?



Perch Ges sceglie un malfattore e non Nicodemo, uno dei pi zelanti religiosi del suo tempo?
Perch il primo a varcare la soglia del paradiso un omicida, e non Maria o uno dei suoi discepoli? Cosa vuole insegnarci Ges?
Lapostolo Paolo apre la porta alla risposta: Infatti per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; il dono di Dio. Non in virt di opere affinch nessuno se ne vanti. (Efesini 2:8-9).
La Grazia il punto centrale, linizio e la fine dellopera di salvezza operata da Ges in favore di unumanit perduta.
Invero, gli uomini desiderano un Vangelo gradevole, che dia soccorso e consolazione, ma che, in fondo, non vada a risvegliare la coscienza. Quella stessa coscienza che ci accomuna tutti di fronte alla croce: tutti ci possiamo rispecchiare nei due ladroni e capire, in definitiva, che cosa veramente vogliamo da Ges. Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi! Ma laltro lo rimproverava, dicendo: Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? Per noi giusto, perch riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non ha fatto nulla di male. E diceva: Ges, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!.
Di fronte a un cuore pentito come questo, e consapevole di non potere fare niente con le proprie forze, Ges ha una reazione e una risposta stupenda: Io ti dico in verit che oggi tu sarai con me in paradiso. (Luca 23:39-43).
Nessuna fase transitoria. Spesso di fronte alle dure circostanze della vita e alle infinite ingiustizie si dice: Fermate il mondo, voglio scendere! In fondo, perch vogliamo scendere dal pellegrinaggio della vita? Forse perch siamo sempre pi consapevoli che tutte quelle condizioni, necessarie per una vita sana e agiata, sono sempre pi difficili da raggiungere o da mantenere!
Questo potrebbe esser senz'altro un motivo molto comprensibile che, in questi giorni, spinge tante persone a compiere fra le pi svariate "azioni religiose". Ma, se SOLO per questo, (con tutto il rispetto per la sincerit dei sentimenti con cui ci si può accingere a penitenze, digiuni, processioni a piedi nudi, e a "fioretti" vari) permettetemi di dire che ciò significa proprio che non abbiamo capito nulla dellamore mostrato dal Signore sul Calvario, e che addirittura, purtroppo in molti casi, non lo si voglia capire affatto!
Ges non ci risponder, non si ricorder di noi, finch il nostro cuore non sar come quello di quel ladrone, che ha umilmente esposto una coscienza che gridava aiuto! Era il peso dei suoi peccati che lo faceva soffrire tanto. Cercava la salvezza del cuore, aspirava alla resurrezione dellanima. Per lui scendere dalla croce, unirsi ai festeggiamenti della Pasqua, per poi continuare una vita da perduto, non avrebbe avuto alcun senso. Come per Ges, il suo giorno pi brutto diventò il pi bello. Il suo confessore, lunico, il vero, con il suo sacrificio, laveva assolto da ogni peccato e leggero volò con Ges fin nel luogo santissimo di Dio a godere tutta leternit.
Il Signore veramente risorto! Così si salutavano festosi i discepoli dopo la resurrezione. Ed bello continuare a festeggiarla col pane e il vino per come Egli ha comandato (Luca 22:14-20; 1Corinzi 11:23-26).
Ma questo avr veramente valore se si stati risuscitati con Lui.
Tu lo sei stato? Allora oggi avr anche valore salutarsi: Il Signore viene! Sicuri che quando verr ci porter con s nel cielo, e sar la Pasqua pi bella.

the gospel
Admin

: 1420
: 25/02/2008

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